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NEWS
08/05/2020
Estate 1981

di Luigi Naro
 



Sono trascorsi quasi 40 anni, in quell'anno si compiva un destino

Una notte del 1981 ebbi la buona sorte di assistere dal vivo al mio primo concerto Jazz. Fu durante una festa dell'Unità a Viggiù (VA). Sul palco, un ancor giovane Giorgio Gaslini, al piano, solo.
Per la verità non c'era molta gente lì con me. Inizialmente fu più la curiosità che le note inusuali a trattenermi; eppure fui rapito, ai piedi di quel palco. Rimasi lì, affascinato dalla gestualità dell'interprete e incuriosito da quei suoni mai uditi prima dall'ora. Non ne compresi il senso immediato, ma qualcosa dentro si era smosso. Nei mesi che seguirono un gruppo di amici avrebbero avviato un'esperienza umana e culturale, ancora oggi ben radicata nel tessuto sociale della provincia varesina; ben presto questa esperienza avrebbe varcato i confini provinciali, regionali e nazionali. È il 1982, nasce SPLASC(H) Società Cooperativa; inizialmente un movimento culturale che, nei mesi successivi, "presterà" il proprio nome alla label SPLASC(H) Records (...un’intuizione del grande Peppo Spagnoli), e che, di lì a poco, sarebbe divenuta un punto di riferimento per i giovani jazzisti italiani di quegli anni e degli anni a venire. Mi trovai coinvolto fin da subito, pur non conoscendo nessuno del gruppo iniziale. Unico tramite l’amico Mauro Del Bosco.

5 Marzo 2020: il mitico patron Peppo Spagnoli ci ha lasciato per sempre.
Peppo aveva passione, o meglio aveva tante passioni: la pittura, la musica, la letteratura, ma non posso tralasciare la sua grande attrazione per la grande cucina italiana e i nostri ineguagliabili vini. Girare l'Italia con Peppo significava immergersi nella cultura locale e respirare aria pulita.


In questo doloroso momento, desidero ricordare e ringraziare in modo particolare alcuni degli artefici di quella bella realtà: Ingrid e Renato Bertossi: il "grande affabulatore", che ebbe l'intuizione iniziale di un movimento di aggregazione che chiamò SPLASC(H) (....acronimo di Società Promozione Locale Arte Spettacolo Cultura. L'(H) tra parentesi ad uso fonetico). Mauro Del Bosco, amico fraterno e trait-d'union con tutte le iniziali 17 “anime” di questa esperienza di vita fondamentale per me e per tutti gli attuatori. Serena Cortese che da sempre si è prodigata per il buon funzionamento della macchina organizzativa. Un ringraziamento particolare a: Raffaele Marcolli (scomparso prematuramente) e Antonino Giaimo (...loro furono tra i primi); a Claudio Tomaselli (un vero trascinatore), Enrica Marcolli, Bruno Pagani, Walter Prada; al mio caro amico Elio Felice Manzo (”the manager" anche lui scomparso); grazie a Valeria Braia e a Dario Frattini. A tutti, Peppo e io, dobbiamo qualcosa. A loro e ai compagni di viaggio saliti in corsa: Luisella Bresciani, Mauro Cadeo e Marta Rocchi o discesi in corsa: Maurizio Fiorini e Giuseppe Delia, vanno i miei più sentiti ringraziamenti. Insieme siamo cresciuti fino a divenire una grande "comunità sociale". A rimpiazzare quelli che man mano sono usciti di scena, altri sono balzati sul "treno" in corsa: Giorgio Mortarino, cardiologo di professione e profondo conoscitore e studioso del "JASS" dalle sue origini, molto attivo e fondamentale in molte scelte artistiche della Splasc(H) Records; Giancarlo Calcagni, impegnato come e più di altri a dare spinta e voce alle iniziative discografiche; Achille Silipo, appassionato di Jazz, uomo scontroso e provocatore, ma in fondo con un gran cuore.
In assenza di un social-network alla Facebook, nei nostri primi anni di vita abbiamo comunicato attraverso le pagine di "Senz'H", il nostro mensile di informazione culturale. Redatto nel tempo libero, a volte anche di notte, Senz’H veniva stampato in 5.000 copie e distribuito, attraverso le più importanti edicole, in tutta la provincia di Varese, come allegato gratuito ai quotidiani nazionali; (...fu forse il primo “allegato" ai quotidiani in Italia). Era la fine del 1982, e l'Italia del football aveva appena vinto il suo terzo mondiale in Spagna.

Patron indiscusso della Splasc(H) Records è stato, e sempre resterà il mitico Peppo Spagnoli; a lui dobbiamo il merito di aver dato il contagioso e indelebile impulso iniziale alla SPLASC(H) Records. A distanza di trent'otto anni dall'esordio, e forte dell'esperienza accumulata lavorando al fianco di Peppo, nel 2010 sono stato chiamato a raccoglierne la stimolante eredità e trovare la forza e gli stimoli per immettere nuova linfa vitale nel Jazz italiano e non solo. Non lasceremo che il suo dono vada perduto.

L.N.




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